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5月31日 Caffè, Bruce Springsteen, Libri e Vento...Studiare Studiare ed ancora studiare. Giornate come queste non ti chiedono altro. Guardi i bambini che giocano nei prati e non puoi fare a meno di invidiarli e di sorridere allo stesso tempo per la spensieratezza che leggi nei loro occhi.
Una tazza di caffè, la scrivania piena di libri, i capelli tutti arruffati ed un venticello tiepido che entra dalla finestra e vorrebbe invitarti a lasciar perdere tutto ed a distenderti su di un prato godendoti un più che meritato riposo.
La tentazione è davvero forte, ma purtroppo il grillo parlante si fa sentire forte e chiaro e mi relega a sedere su questa dannata scrivania a cercare di mettere insieme i concetti che sono sparsi un pò ovunque.
Gli esami sono ormai alle porte e le giornate sembrano troppo corte per studiare quelle pile immense di fascicoli che invece di diminuire aumentano sempre di volume.
Sorseggio un pò di caffè e guardo sconcertato la mole di studio che ancora mi attende, dopodichè mi alzo e mi dirigo alla finestra.
è un altra di quelle giornate ne belle ne brutte, divise tra un venticello quasi estivo e quelle ormai abituali nuvolette che impediscono la vista del sole ancora una volta.
Mentre mi godo un salutare attimo di pausa non riesco a non pensare alla velocità con cui ultimamente scorrono le giornate.
I giorni si susseguono sempre più velocemente e ci vuole davvero tutta per rimanere al passo con questo modo di vivere sempre più frenetico.
Accendo lo stereo. La radio stà passando una vecchia canzone di Bruce Springsteen e io mi perdo in quella bellissima melodia lasciandomi cadere sul letto.
La musica inizia a penetrare sotto la pelle portandoti via da quella stanza trascinandoti dolcemente in mezzo a valli verdi solcate da fiumi e storie d'atri tempi.
La mente è libera di vagare, per quei 5 minuti tutte le preoccupazioni sembrano svanire dolcemente in quelle note quasi tristi che ti cullano dolcemente ristorandoti dalla fatica e dai brutti pensieri.
La canzone finisce improvvisamente e la radio riprende a trasmettere i consueti ritmi martellanti del 21 esimo secolo.
La stanza si materializza nuovamente davanti ai miei occhi assieme alle immense pile di libri. Mi dirigo svogliatamente verso la scrivania con un sorriso sul volto. è ora di tornare al lavoro.
5月26日 Another time, Another PlaceUn altro giorno di maggio che se ne va tra gli sbuffi di un vento leggero ed un timido sole che non ha ancora smesso di giocare a nascondino con le onnipresenti nuvole grigie.
Anche il secondo semestre di studi universitari è ormai giunto al termine. Non cè tempo però per tirare il fiato, Dobbiamo curvarci nuovamente sui libri e preparare questi benedetti esami che si porteranno via una fetta considerevole della mia estate.
Per il resto le cose vanno avanti con la solita calma apparente che fa scivolare via le ore ed i minuti trasportandoti dolcemente verso il termine di un altra giornata come tante.
Il primo anno di università è dunque ormai agli sgoccioli e devo dire che è stato un anno molto strano sotto molti punti di vista.
Arrivi e ti senti perduto. I primi giorni Non sai cosa fare. Entri in un mondo che ti sembra così lontano da quello precedente...
Dopo il primo impatto con il mondo universitario cè la fase nella quale ci si ambienta e si inizia a prendere un pò confidenza con i ritmi della nuova vita ed infine, quando termina l'ambientazione ed inizi ad entrare nel meccanismo diviene tutto molto più semplice.
A quel punto ti guardi indietro ed è già trascorso metà anno accademico.
Gli esami si avvicinano e lo studente va fuori di testa per cercare di studiare quei fascicoli infiniti ed incasinatissimi...
Dopo lo stop di gennaio la vita universitaria ricomincia più distesa e consapevole. Le giornate tornano ad allungarsi e si iniziano a conoscere un pò meglio i compagni di corso.
Quando ci siamo praticamente abituati al tram tram quotidiano è ora di tornare a curvarci sui libri per preparare i nuovi esami perchè l'anno accademico è giunto al termine.
è tutto così strano..la cosa più difficile in assoluto penso sia far tesoro del tempo che si ha durante la giornata.
Un altro anno giunge al termine. Sembra impossibile che sia passato così tanto tempo... Solo ieri trascorrevamo gli ultimi giorni di liceo divisi tra la spensieratezza tipica di fine maggio e l'ansia per la maturità che si avvicinava ad ogni respiro. Ed invece il tempo è passato e lo ha fatto davvero in fretta.
In questi giorni di studio mi tornano in mente i pomeriggi dell'altr anno con il Danti il Luvisi ,il Pida ed il Nardi.
Giornate assolate e ventose e noi che cercavamo di studiare mettendo i banchi di classe sotto l'unico albero del Vallisneri per trovare un pò di ombra.
Un venticello leggero entra dalla finestra sfogliando le pagine del libro di inglese gettato alla rinfusa sulla sedia.
Mi volto verso la finestra e guardo fuori. Il sole è ancora coperto da un sottile velo di nuvole grigie.
5月17日 Correndo per Rimanere Immobili...Maggio che arriva e che poi se ne va con la solita velocità subdola che dolcemente fa scivolare via un altro giorno di pioggia sottile e voglia d'estate.
Un altra giornata grigia come ce ne sono state molte altre in questo piovoso 2008. Ti fermi a guardare svogliato le macchine che stanno sfrecciando su di una strada bagnata mentre il mondo continua a correre all'impazzata e tu rimani li fermo a riflettere un pò.
Correre per rimanere immobii. è il titolo di una canzone degli U2, un titolo molto interessante dal quale partire per una piccola riflessione sul mondo in cui viviamo.
Guardiamoci attorno.Osserviamo la realtà con un briciolo di attenzione in più, Cosa vediamo? Innanzitutto notiamo che ogni ingolo istante della nostra giornata è regolato dalla frenesia di arrivare da qualche parte. Andiamo sempre di fretta, non possiamo assolutamente fermarci perchè chi si ferma è perduto, perchè se ti fermi non puoi usufruire delle cose del mondo...E che guaio!
Ma ci siamo mai chiesti dove stiamo andando? Ci siamo mai chiesti a che cosa porterà alla lunga il vivere a questi ritmi vertiginosi ed il non fermarsi a riflettere almeno una volta tanto?
Io credo di no.
Ma quando saremo costretti a fermarci da questa corsa senza meta che cosa succederà? Che cosa avremo trovato? Se non avremo trovato niente torneremo allora a pensare a quel folle modo di vivere che ha caratterizzato buona parte della nostra vita e ci renderemo conto che abbiamo sprecato un bel pò di tempo a correre dietro ad un insegna sfocata che poteva essere messa a fuoco con una semplice pausa di riflessione.
La televisione continua ad inculcarci le verità del futuro, regola il nostro modo di vivere, condiziona il nostro modo di vestire. è inutile che ci diciamo che non è così perchè sappiamo tutti che è vero.
Esistono rimedi? Esisterebbero, certo.Ma sarebbero troppo scomodi e troppo lenti per una società che oramai è abituata ad agire d'impulso, per un mondo regolato da un ferreo materialismo per un uomo che oramai non sente nient altro se non il richiamo del comprare.
Non siamo più nemmeno in grado di partorire un idea originale, perchè per avere delle idee proprie bisognerebbe mettere in moto il cervello, che purtroppo oggigiorno è stato sostituito dai computer, dalle calcolatrici e dalla t.v.
Siamo davvero così lontani dal mondo che Dickens aveva "profetizzato" in Hard Times? Siamo davvero così diversi dai modelli di robot che stanno progettando in Giappone e che a breve ci sostituiranno in tutto e per tutto?
Dove sono finiti gli esseri umani, la forza delle grandi idee, la voglia di dialogo..Dov è tutto questo?
Quando andiamo di fretta, quando vediamo che l'orologio corre troppo , quando non abbiamo un briciolo di tempo per pensare, fermiamoci un attimo.
Domandiamoci chi siamo e dove stiamo andando, perchè, anche se sembra davvero banale, Il più delle volte non lo sappiamo.
5月12日 Hawkmoon 269 - U2Come un deserto che ha bisogno di pioggia
Come una città che ha bisogno di un nome
Io Ho bisogno del tuo amore
Come un ritmo incessante
Come una batteria nella notte
Come una dolce musica soul
Come la luce del sole
Io ho bisogno del tuo amore
Come un ritorno a casa
senza sapere dove siamo stati
Come il caffè nero
Come la Nicotina
Io ho bisogno del tuo amore
Quando la notte non ha fine
ed il giorno stà per iniziare
E la stanza gira vorticosamente
Io ho bisogno del tuo amore
Come la rinascita della fenice
Ho bisogno di un albero sacro
Come la dolce vendetta
su di un aspro nemico
Io ho bisogno del tuo amore
Come il caldo ha bisogno del sole
Come del miele sulla sua lingua
Come della bocca di un fucile
Come delll'ossigeno
io ho bisogno del tuo amore
Quando la notte non ha fine
ed il giorno stà per iniziare
Mentre la stanza gira vorticosamente
Io ho bisogno del tuo amore
Come il tuono ha bisogno della pioggia
Come il predicatore ha bisogno del dolore
Come lingue di fuoco
Come un lenzuolo macchiato
Io ho bisogno del tuo amore
Come qualcuno da biasimare
Come un libero pensiero
Come un treno che corre via
Ho bisogno del tuo amore
Come la fede che ha bisogno di un dubbio
Come una superstrada che porta lontano
Ho bisogno del tuo amore
Come la polvere ha bisogno di una scintilla
Come le bugie necessitano l'oscurità
Io ho bisogno del tuo amore
5月9日 Fix You- ColdplayQuando ci provi con tutte le tue forze ma non ci riesci
quando prendi quello che vuoi ma non ciò di cui hai bisogno
Quando ti senti così stanco ma non riescia dormire
Bloccato al contrario
E le lacrime cominciano a scorrere giù dal tuo viso
Quando perdi qualcosa che non puoi rimpiazzare
Quando ami qualcuno ma va tutto a rotoli
Potrebbe andare peggio?
Le luci ti guideranno a casa
E infiammeranno le tue ossa
ed io cercherò di tirarti su
Ancora più in alto o sempre più in basso
Quando ci sei troppo dentro per lasciar perdere
ma se non provi
non potrai mai sapere quanto vali
Le luci ti guiderannoa casa
Ed Infiammeranno le tue ossa
Ed io proverò a rimetterti in sesto.
Le lacrime scendono sul tuo viso
quando perdi qualcosa che non puoi sostituire
Le lacrime scendono sul tuo viso e io...
Le lacrime scendono sul tuo viso
Ti prometto che imparerò dagli errori che ho commesso
Le lacrime scendono sul tuo viso
ed io...
Le luci ti ricondurrannoa casa
ed infiammeranno le tue ossa
ed io proverò a tirarti su 5月6日 Un tuffo nel passato...Memories of Liceo...L'Ultimo anno...La 5A
L'ultimo anno prese il via con uno spirito tutto nuovo e diverso.
Già dai primi giorni, vagando per i corridoi mi accorgevo dell enorme cambiamento che avevo subìto negli ultimi 5 anni. Ero diventato uno di quinta, uno di quelli che si guardano con un misto di ammirazione e timore quando si gironzola per i corridoi. mi ero trasformato nel gigante che solo 4 anni prima mi sembrava appartenere ad un altro pianeta. Ma di fatto io non mi sentivo così. mi sentivo ancora tale e quale ad una volta ma le cose attorno a me erano profondamente cambiate,ed anche se non volevo ammetterlo anche io ero cambiato. Ero cresciuto.
Ormai in una classe come la nostra le trasformazioni erano diventate all'ordine del giorno ed anche in quinta abbiamo avuto tre nuovi innesti che si sono amalgamati sin da subito ed hanno contribuito a rendere quella classe un gruppo abbastanza compatto nonostante le divergenze che a volte ci dividevano.
Entratia settembre i prof. ci hanno subito fatto capire che non sarebbe stato un anno come gli altri. naturalmente ognuno di noi lo sapeva già, ma loro giocavano sul fattore psicologicoe cercavano di farci studiare seriamente ripetendoci che l'esame sarebbe stato durissimo. Le prime volte riuscirono veramente a spaventarci,e ogni volta che si parlava di prima prova, seconda prova, o ancora peggio del pluritemutissimo orale in classe piombava un silenzio incredibile.
Ma dopo settimane che ripetevano giorno dopo giorno quel tormentone ormai abituale da quell orecchio non ci sentimmo davvero più.
Presi posto in una fila a 4 assieme ai miei compagni Danti, Luvisi e Nardi. Nel corso dell'anno si unì a noi anche il Pidalàe la fila divenne a 5 assumendo la sua conformazione definitiva.
Da dove partire per descrivere un anno così ricco di avvenimenti ed emozioni?
Proviamo dal principio e vediamo se riesco a rendere almeno un idea di quello che abbiamo vissuto in quell aula con la scritta 5A situata in fondo al corridoio del secondo piano, in pratica la stanza più remota dell'istituto.
I primi giorni di settembre furono bellissimi. si respirava l'atmosfera tipica di persone che oramai si conoscono da un pò di tempo e ci sentivamo veramente a casa. Almeno, per me fu così.
mano mano che passava il tempo ci accorgevamo che in realtà la quinta era una classe come tutte le altre. L'esame lo vedevamo come qualcosa di offuscato ed irraggiungibile,come qualcosa che era ancora troppo lontano per essere preso in considerazione.
Il primo quadrimestre ebbe un ritmo piuttosto blandoe ce la feci egregiamente a stare al passo con i programmi. Il problema però non era la mole di studio, ma quello che succedeva dentro alle quattro mura della nostra aula, che seppur spessissime, non riuscivano a contenere una classe che strabordava su tutti i versanti in particolar modo su quello acustico.
La Quinta è stata la classe che più di tutte mi faceva venire voglia di alzarmi dal letto la mattina perchè sapevo che ogni giorno avrebbe avuto qualcosa di magico ed irripetibile da regalarmi.
tutti i miei compagni erano speciali, ma ad alcuni di loro ero molto legato sin dai primi anni perchè avevano condiviso con me tanti momenti belli, ma anche tanti altr decisamente più brutti e difficili, e questo ha contribuito senza dubbio a far nascere un legame forte.
ma per farvi veramente capire come ci si sentiva in quella classe durante un ora qualsiasi di lezione, devo citare qualche situazione divertente,e comincio subito con un episodio che riguarda il Nardi.
Era una mattinata fredda e uggiosa di metà novembre. La prof di italiano stava spiegando un passo difficile del paradiso di Dante ed il Nardi( mio compagno di banco) invece di seguire sul testo, stava fissando la prof con occhi vitrei . La prof, accortasi del comportamento del Nardi lo richiama e gli dice:
-Nardi come fai a ricordarti un pezzo così difficile senza nemmeno guardare sul testo? Se hai un intelligenza del genere dovrei inchinarmi io per prima.-
Il Nardi guarda me e il Danti sorridendo,e poi, con il suo miglior tono da comizio esclama:
- Ed allora si inchini professoressa!!-
Naturalmente scoppiarono tutti a ridere, compresa la prof che non se lo aspettava davvero.
Accanto al divertimento però sentivamo che il tempo stava scivolando via davvero in fretta ed iniziò a prospettarsi il problema delle tesine. Ma naturalmente,in linea con il nostro modo di agire, le finimmo quasi tutti durante gli ultimi giorni disponibili prima dell'esame.
l'8 Giugno arrivò come una folata di vento inattesa che ti ridesta da un lungo sonno. A scuola e nei corridoi iniziò a girare voce che quello sarebbe stato l'ultimo giorno di scuola ufficiale e non l'indomani come era stato previsto.
Appresi la notizia a mezzogiorno, un ora prima della fine della scuola.
Non ci furono esultanze quel giorno. Mi sentivo totalmente frastornato..Ma com' era possibile? ero entrato soltanto ieri, ieri avevo percorso la strda interminabile verso la porta blu, ieri mi ero accomodato a quel banco...Ma il tempo era ormai scaduto e la campana dell'una trillò inesorabile, puntuale come al solito.
Ci scortammo a vicenda verso la porta come facevamo tutti i giorni ed aspettammo che i festeggiamenti dei ragazzi degli altri anni fossero finiti. Per la prima volta nella mia vita non ero io a tirare l'acqua lìultimo giorno di scuola, per la prima volta in assoluto non mi sentivo più parte di quella festa e fu una sensazione davvero pesante.
Quando anche gli ultimi alunni si dispersero andammo all'alimentari vicino alla chiesa e comprammo due bottiglie di spumante e festeggiare. In realtà fu una festa un pò malinconica all'insegna del " ma ti rendi conto? siamo davvero alla fine" ecc ecc.
Nei giorni successivi lavorammo febbrilmente alla preparazione dell'esame che oramai era li ad un passo e stringeva il nostro stomaco come una morsa.
Furono giorni febbrili, giorni d'attesa, giorni nei quali la canzone "Notte prima degli esami" di Venditti usciva da qualsiasi cosa in grado di emettere suono.
Ma fu un periodo bellissimo a riguardarlo adesso. Un periodo che si vive una volta sola nella vita. un periodo nel quale non si dorme nemmeno la notte perchè la paura è tanta e l'ansia cresce ad ogni respiro.
La sera del 19 ero nel panico più nero. la mattina dopo avrei avuto la prova di Italiano. a dire il vero era l'unica delle tre prove che mi spaventava un pò meno, ma era l'esame in se per se che dava tutta quell ansia.
La mattina del 20 giugno mi alzai dal letto e guardai fuori dala finestra. Era una tipica giornata di inizio estate tutto splendeva sotto l'ancor tiepido sole delle sette del mattino.
Presi tutto l'occorrente, salì in macchina e mi diressi verso la scuola. I miei compagni mi stavano già attendendo col vocabolario sottobraccio davanti alla scuola,ed ognuno di loro aveva dipinta sul viso l'espressione di chi ha dormito poco o nulla.
Era ancora presto e quindi decidemmo di andare a fare colazione in un bar vicino alla scuola. Ma naturalmente non facemmo in tempo ad addentare il primo pezzo del cornetto che la vicepreside venne a chimarci di corsa, spronandoci a far presto perchè la nostra classe aveva già preso posto.
Trangugiammo tutto il più in fretta possibile e ci dirigemmo verso l'entrata.
Il resto dell'esame se ne è andato tra paure ed angosce, ma l'ostacolo più difficile per tutti( a livello psicologico) è stato senza dubbio l'orale.
A dire il vero per me si risolse tutto abbastanza in fretta. Ero abbastanza spigliato e credo di aver risposto esaurientemente alle domnde che mi posero.
Nessuno di noi uscì con un punteggio stratosferico alla fine dei giochi Ma ce l'abbiamo fatta quasi tutti.
Uscito dall'orale ero un uomo libero.
Quella scuola, la mia scuola, compagna di disavventure e gioie non era più mia.
Finirono così i miei giorni da liceale, in una mattinata di giugno come tante, uscendo dal cancello che avevo attraversato innumerevoli volte nel corso degli ultimi 5anni, voltando le spalle ad un mondo che non sarebbe stato più mio, ma che in qualche modo mi apparterrà per sempre perchè le emozioni di quegli anni non me le scorderò davvero mai.
Pelle
5A 2006 2007
5月3日 Welcome MaggioMaggio è finalmente arrivato. Una primavera troppo a lungo sperata ha finalmente deciso di fare la sua comparsa nella vita di tutti i giorni, rendendo ogni singolo istante più allegro e luminoso.
Esco di casa e mi accorgo del mutamento avvenuto nelle ultime settimane. Bambini che giocano sorridenti nei prati sotto ai raggi di un sole sempre più allegro, Le piante che prima ci mostravano solo i filamenti scheletrici di alcuni rami senza vita che si protendevano verso il cielo, sono tornate ad indossare il loro abito migliore fatto di foglie verdi e splendenti.
L'inverno è finalmente un ricordo lontano fatto di nebbia e giornate troppo grigie che troppo spesso si traducevano in un velo di malinconia che non ti permetteva di vedere oltre la cortina umida di un mondo sempre più bagnato.
Ultimamente mi sono chiesto sempre più spesso quante volte pensiamo realmente alle cose che facciamo.
Solitamente ci limitiamo ad essere trasportati da una sottile brezza, quasi impercettibile, verso mete che probabilmnete non sarebbero mai state nostre.
Ci limitiamo a lasciare che l'esistenza ci scorra addosso, impegnati come siamo nella frenesia di ogni giorno che ci sottrae a poco a poco la libertà di immaginare e la possibilità di vivere una vita più piena e ricca di colori.
Stendiamoci su di un prato solo per osservare le nuvole bianche che si rincorrono in un cielo dipinto con pennellate di azzurro tenue.
Compriamo un aquilone e srotoliamolo in una giornata di vento. Lasciamo andare via i pensieri grigi e tristi che troppo spesso attanagliano la nostra mente in una cortina di ghiaccio e malinconia.
Usciamo di casa in una giornata di pioggia dopo mesi di siccità e corriamo a perdifiato sull'erba umida sentendo ogni singola goccia che ci scorre addosso lavandoci da tutte le preoccupazioni.
Liberiamoci di tutte quelle maschere che dobbiamo indossare per sembrare quello che vogliono che sembriamo e torniamo coi ricordi a quei giorni di bambino, quando lieti e spensierati passavamo interi pomeriggi a dondolarci su di una vecchia altalena.
Fuori è giorno, un lieve sbuffo di vento muove le fronde di alberi sempre più verdi.
5月1日 Dancing In The Dark - Bruce SpringsteenMi alzo di sera e non ho nulla da dire
Torno a casa al mattino,
e vado a letto con la stessa sensazione
Sono soltanto stanco amico
stanco e stufo di me
Hey baby mi basterebbe anche un piccolo aiuto
Non si può accendere un fuoco
Non si può accendere un fuoco senza una scintilla
Il mio fucile attende offerte
anche se stiamo solo danzando nel buio
Il messaggio arriva sempre più chiaro,
la radio è accesa ed io vago per casa
Mi guardo allo specchio e vorrei cambre i miei vestiti, i capelli, il viso
Amico non succederà mai niente
se continui a rimanere seduto in una catapecchia come questa
Da qualche parte cè qualcosa che si muove baby
so solo che è così
Non si può accendere un fuoco
non si può accendere un fuoco senza una scintilla
Il mio fucile attende offerte anche se stiamo solo danzando nel buio
Stai li seduto ad invecchiare
Cè una barzelletta su di me in giro
Mi scrollerò il mondo dalle spalle
Forza baby questa risata è a mie spese
Resta nelle strade di questa città
e ti modelleranno a loro piacimento
Ti dicono che devi essere sempre un pò affamato
Hey baby stò morendo di fame stanotte
Ho tanto bisogno di azione,
sono stufo di restare quia cercare di scrivere questo libro
ho bisogno di una reazione d'amore
Forza baby, mi basta anche solo uno sguardo
non si può accendere un fuoco
Non si può accendere un fuoco senza la scintilla
il mio fucile attende offerte
anche se stiamo solo danzando nell'oscurità
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